Countdown al Piano Casa

La legge sul Piano Casa è una legge regionale che “deroga” gli strumenti urbanistici comunali vigenti, ovvero consente di ampliare fino al 20% degli edifici preesistenti, inteso anche come mutamento della destinazione d’uso da non residenziale ad abitativo od anche con possibilità di realizzare dei vani accessori e pertinenziali, anche laddove non sia previsto dal piano regolatore comunale ovvero non sia più disponibile cubatura residua nel lotto.

Spesso la scarsa pubblicità da parte degli Enti preposti, unita alla controversa burocrazia che ha necessitato nel tempo di interpretazioni e chiarimenti, hanno minato la diffusione e l’applicazione della norma verso i cittadini, che non hanno aderito con il grande entusiasmo previsto dal legislatore ad un’opportunità che può ancora essere sviluppata in maniera interessante.

E’ comunque iniziato il “countdown al Piano Casa”, difatti la conclusione di tale norma, in assenza di ulteriori proroghe, è stata fissata al 31 Gennaio 2017.

La legge sul Piano Casa (L.R. 21/09 e s.m.i.) è una normativa apparentemente semplice che al suo interno abbraccia numerosi campi da quello urbanistico a quello civilistico, da quello energetico a quello strutturale, passando per le aree vincolate ed i centri storici: insomma si spazia su terreni minati dove non si può improvvisare e soprattutto dove è necessario l’intervento di uno staff sinergico di professionisti abilitati e competenti della materia.

Nell’incontro di formazione organizzato dallo Studio Tecnico Mancini al Mancini Lab del 15.01.2016, visibile qui, sono state approfondite le novità apportate nelle varie modifiche legislative ed illustrati in maniera molto semplice i vantaggi derivanti dall’utilizzo della norma, con immagini ed esempi che hanno aiutato i presenti a fare propri i concetti chiave per attuare questa opportunità edilizia.

Il Piano Casa è un articolato sistema di leggi che aveva l’obiettivo di rilanciare e riqualificare il settore edilizio; redatto con lo scopo di intervenire per esclusivi fini di “esigenza abitativa” e/o recupero di edifici ormai in disuso, consente l’ampliamento di edifici esistenti fino al 20% del loro volume fino a 70 mq (arrivando con opportune premialità anche al 30 e 35%), il recupero anche per destinazioni non residenziali di edifici dismessi (es. commerciali, artigianali..), la realizzazione di pertinenze ed accessori (tettoie, locali tecnici, piscine…), ovviamente in “deroga” agli strumenti urbanistici vigenti.

E altresì consentita la demolizione e ricostruzione di fabbricati che potranno essere ulteriormente ampliati rispetto la loro volumetria originale.

Qualsiasi intervento consentito dalla norma, dovrà essere realizzato nel rispetto di eventuali vincoli di tutela esistenti sul territorio ed in tal senso sono state escluse le aree che ricadono nei “nuclei e centri storici” dei rispettivi comuni o altre aree escluse espressamente dalla norma.

Le opere realizzate dovranno garantire un adeguamento degli standard qualitativi, energetici e di sicurezza previsti dalle norme vigenti. Difatti dovranno essere installate per qualsiasi intervento delle fonti di energia rinnovabile per almeno 1 Kwh, nonché prevedere una progettazione che ottemperi ai requisiti di bioedilizia previsti dalle normative vigenti.

A seconda dell’intervento dovranno inoltre essere ottenute le idonee autorizzazioni sismiche volte a garantire i requisiti di sicurezza strutturale. Nel caso di interventi che vadano ad incidere nel prospetto e decoro del condominio o di terzi interessati, dovrà essere redatto un “progetto unitario” sottoscritto per accettazione ed all’unanimità dagli aventi titolo.

Ovviamente sono esclusi dalle opportunità del Piano Casa tutti gli immobili che risultino costruiti o ampliati abusivamente, perché si sottolinea che l’autorizzazione non è “in sanatoria” ma è solo per realizzare interventi ex novo e non per regolarizzare situazioni prive di titolo amministrativo (abusive). Nel caso di edifici interessati da domande di condono edilizio ancora in corso, potranno avvalersi del Piano Casa solo dopo il perfezionamento dell’iter che si concluderà con l’ottenimento della concessione edilizia in sanatoria.

Come anticipato si tratta di una norma che abbraccia molteplici settore del campo edilizio e civilistico ed ovviamente ogni nuovo progetto è un caso a sé, di volta in volta differente, da accertare a giudizio dello scrivente in via preventiva con uno “studio di fattibilità” che inquadrerà in maniera concreta l’intervento nelle sue potenzialità ed adempimenti amministrativi (ed economici) per la committenza, valutando i passi da intraprendere, le figure professionali che dovranno partecipare, i tempi di esecuzione per la realizzazione dell’intero progetto al fine di non avere sorprese nel proseguio dell’intervento.


Geom. Alessandro Grupico
Iscritto al Collegio dei Geometri di Roma al n. 9337

(Le notizie ed i dati forniti nell’articolo derivano da personali studi ed interpretazioni dello scrivente e non equivalgono a consulenze tecniche applicabili in via generale ad ogni casistica inerente il tema, da valutarsi in maniera professionale e mirata.)

 

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